Quali pesci Ŕ giusto mangiare in estate?

L’estate è spesso sinonimo di vacanze al mare, spiaggia e ricette soprattutto a base di pesce. Che cosa c’è di meglio di mangiare un piatto di spaghetti allo scoglio, un trancio di pesce spada marinato alla griglia o una frittura di pesce con il rumore delle onde che si infrangono sul bagnasciuga come sottofondo musicale? come frutta e verdura, anche il pesce ha una sua stagionalità da rispettare Questa è l’estate, ma attenzione: i prodotti che stiamo mangiando sono veramente freschi? Come per la frutta e la verdura, anche il pesce ha la sua stagionalità e ci sono alcune specie che si trovano naturalmente d’estate e altre no. Non solo: in alcune zone d’Italia, come il mare Tirreno come n tutto il Mediterraneo, esiste il fermo pesca, un blocco forzato delle navi da traino per garantire il ripopolamento delle acque; il fermo dura all’incirca 30 giorni e di solito si svolge tra fine luglio e inizio a settembre, a seconda della località. Le piccole imbarcazioni possono pescare ma la quantità di pesce fresco soprattutto locale sarà nettamente inferiore in quelle zone. Vediamo allora quali pesci mangiare in estate.

Orata: uno dei pesci più amati, anche dai bambini. Piace per il suo sapore delicato e per la sua versatilità in cucina che permette di sbizzarrirsi in tante ricette: al sale, alla griglia, al forno, al cartoccio. Non è un pesce azzurro ma comunque contiene una buona dose di acidi grassi (prevalgono i polinsaturi o i monoinsaturi a seconda che sia o meno di allevamento) e un basso contenuto di colesterolo. Il suo periodo va da giugno a novembre.


Ricciola: a differenza dell’orata, questo pesce non può essere allevato per la sua natura di predatore vorace in continuo movimento. Questo è uno dei motivi che la rendono pregiata, ma non è l’unico perché la ricciola è interessante anche dal punto di vista nutrizionale: omega3, potassio, fosforo, proteine ad alto valore biologico e poche calorie. Gustatela al forno ma anche sotto forma di tartare e carpaccio.


Acciuga o alice: l’estate è il momento giusto per fare il pieno di bontà con questo prodotto ittico molto sfizioso e ottimo per la nostra salute. Appartiene infatti alla famiglia dei pesci azzurri, ricchi di omega3, fosforo, potassio, ferro e calcio. Un classico sono le alici fritte ma provatele anche marinate o con altre delle nostre ricette. Si pesca da marzo a novembre.


Sardina: simile all’acciuga, la sardina contiene una buona dose di vitamina B12 e D, calcio, fosforo, selenio e omega3. È uno dei pesci definiti poveri: semplici, economici, facili da trovare soprattutto in estate, la loro stagione. Da provare assolutamente come condimento di un piatto di pasta.


Granchio: la sua stagione va da marzo a luglio. Questo è il momento migliore per godersi delle deliziose polpette di granchio o degli ottimi sughi che lo vedano protagonista. Tra l’altro il granchio contiene tante proteine ma pochi grassi, oltre a un notevole apporto di vitamine del gruppo B. Attenzione però al colesterolo e al fatto che, purtroppo, questi crostacei hanno un alto potere allergizzante.

Pesce spada: sicuramente uno dei simboli dell’estate, da assaporare con la pasta, alla griglia, al cartoccio, al forno o semplicemente crudo. Le carni sono costose ma magre, facilmente digeribili e apportano una buona dose di vitamine e di minerali come potassio, fosforo e selenio. Il suo periodo va da aprile a settembre.

Scampi: crostacei simili al gambero, si trovano freschi da marzo a luglio. In cucina vi daranno grandi soddisfazioni perché si prestano bene a vari tipi di cottura. Provateli fritti oppure al forno, assaggiateli nei primi piatti o in una ricca catalana. Tra le ricette a base di scampi non può mancare il cocktail.

Gli evergreen (o quasi): sgombro, sogliola, triglia, nasello, tonno, sarago. Sono tutti pesci presenti tutto l’anno (o quasi) quindi anche in estate. A questo punto meglio approfittarne e sbizzarrirsi con tante ricette, dalle polpette di sgombro e ricotta alla sogliola alla mugnaia, dalle triglie alla livornese fino al nasello al forno passando per la tagliata di tonno o il sarago al cartoccio.

Fonte: Agrodolce.it

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